Blog · 22 settembre 2026
Confrontare le rotture tra negozi di una rete: come farlo senza falsare la misura?
In breveConfrontare i negozi sul tasso di rottura pone due problemi: la misura non è la stessa ovunque, e una cifra che serve a classificare finisce per essere aggiustata. Il barometro OSA di GS1 Italy misura il 3,4 % di rotture a scaffale nella GDO italiana: le differenze esistono, ma non dicono nulla senza un metodo comune. Una rete che vuole confronti utili fissa lo stesso metodo di rilevazione e gli stessi orari, confronta ogni negozio prima con sé stesso, accosta solo negozi comparabili, separa ciò che dipende dal negozio da ciò che dipende dal magazzino, e usa gli scarti per far circolare le pratiche, non per stilare una classifica.
Perché il confronto grezzo non vale nulla
Il barometro OSA di GS1 Italy ed ECR Italia misura in media il 3,4 % di rotture a scaffale nella distribuzione italiana. All’interno di una rete, gli scarti tra negozi sono dello stesso ordine. Ma due negozi al 5 % e all’8 % sono comparabili solo se la cifra è costruita allo stesso modo, il che raramente accade:
- l’ora della rilevazione: una rilevazione alle 9 dopo la messa a scaffale e una alle 18 non misurano la stessa cosa;
- il perimetro: tutte le referenze, o le 200 più vendute; con o senza i freschi;
- la definizione: rottura di stock nel sistema, o prodotto assente dallo scaffale (rottura di stock o rottura di scaffale);
- chi rileva: il capo reparto sul proprio reparto, o qualcuno di esterno.
Il metodo di riferimento è descritto in tasso di rottura a scaffale: come calcolarlo. Una rete che vuole confrontare comincia con l’imporlo ovunque.
La trappola della classifica
Appena un indicatore serve a classificare e a premiare, chi lo misura ha interesse a migliorarlo sulla carta. Per un tasso di rottura rilevato a mano è facile: rilevare prima, contare una cassetta mezza vuota come piena, saltare un reparto. La rete crede di progredire e perde l’unica informazione che contava.
Tre protezioni:
- una misura che non dipende da chi viene giudicato: rilevazione incrociata tra reparti, rilevazione del vice, o una fonte esterna al negozio;
- nessun premio indicizzato al solo tasso;
- una direzione regionale che reagisce a una cifra cattiva con una domanda, non con un rimprovero (presentare le rotture alla direzione regionale).
I confronti che hanno senso
1. Ogni negozio contro sé stesso
Il primo confronto utile è la tendenza: questo negozio, questo reparto, questa settimana contro le otto precedenti. Non richiede alcuna ipotesi sugli altri ed è il più difficile da aggiustare.
2. Negozi comparabili tra loro
Un ipermercato di periferia e un negozio di centro città non hanno né la stessa riserva, né lo stesso numero di consegne, né la stessa clientela (rotture nel negozio di prossimità). Si confronta per gruppi: stesso formato, stesso magazzino, stessa frequenza di consegna.
3. La parte che dipende dal negozio
Due negozi serviti da due magazzini con livelli di servizio diversi non partono alla pari. Il confronto onesto riguarda la quota di rotture la cui causa è in negozio, misurata con il controllo al ricevimento (livello di servizio del fornitore e tasso di rottura).
4. Le stesse referenze in tutti i negozi
Confrontare la disponibilità di un paniere comune di cento prodotti del quotidiano, presenti ovunque, dice più di un tasso globale: si sa di cosa si parla, e lo scarto indica un reparto preciso.
| Confronto | Cosa insegna | Rischio |
|---|---|---|
| Classifica grezza di tutti i negozi | quasi nulla | cifre aggiustate |
| Un negozio contro il proprio storico | se progredisce | nessuno |
| Negozi di stesso formato e magazzino | cosa cambia l’organizzazione | gruppi troppo piccoli |
| Quota di rotture di causa negozio | ciò che il negozio controlla | richiede il controllo al ricevimento |
| Paniere comune di referenze | dove sta lo scarto | paniere da tenere aggiornato |
A cosa serve lo scarto
Uno scarto tra due negozi comparabili è una domanda: cosa fa l’uno che l’altro non fa? La risposta è quasi sempre una pratica trasmissibile: un giro di rifornimento alle 17, una riserva ordinata per reparto, un inventario rotativo tenuto ogni giorno (piano contro le rotture in trenta giorni). Il ruolo della rete è farla circolare: una visita al negozio che riesce da parte di quello in difficoltà, e non una classifica mostrata in riunione.
Un esempio con i numeri (ipotetico)
Prendiamo una rete fittizia di dodici supermercati dello stesso formato, serviti dallo stesso magazzino. I tassi dichiarati vanno dal 3 % al 9 %. La rete impone una rilevazione alle 17 su un paniere comune di cento referenze, fatta dal vice: i tassi si stringono tra il 6 % e il 10 %, e il negozio dichiarato al 3 % si ritrova all’8 %. Due negozi restano nettamente migliori; entrambi hanno un giro di rifornimento di fine pomeriggio. La rete organizza visite incrociate invece di una classifica. Le cifre sono illustrative.
Cosa cambia la segnalazione dei clienti
Le segnalazioni dei clienti con AllertaScaffale sono una misura che il negozio non produce da sé: stesso metodo ovunque, in continuo, senza rilevazione da aggiustare. Una rete vi trova una base di confronto onesta tra i suoi negozi, referenza per referenza e ora per ora, e ogni direttore vede le proprie cifre prima della sua direzione. Prova di 14 giorni, senza carta di pagamento: vedi il piano per i direttori.
Fonti
- GS1 Italy / ECR Italia, barometro OSA: Barometro Optimal Shelf Availability.
- Corsten, Gruen, “On Shelf Availability”, 2004: sintesi.
- Gruen, Corsten, Bharadwaj, “Retail Out-of-Stocks: A Worldwide Examination”, GMA, 2002: studio completo (PDF).