Blog · 21 settembre 2026
Tasso di rottura a scaffale: come calcolarlo e quale valore puntare?
In breveIl tasso di rottura a scaffale è la quota di referenze assenti dallo scaffale in un dato momento: numero di referenze in rottura diviso il numero di referenze che dovrebbero essere presenti, per cento. Si rileva a scaffale, non nel gestionale. La media francese nella grande distribuzione alimentare è tra il 5 e l'8 %; sotto il 3 % un reparto è tenuto molto bene; sopra il 10 % perde clienti.
La definizione che conta
Il tasso di rottura a scaffale misura ciò che vede il cliente: la quota dei prodotti che dovrebbero essere a scaffale e non ci sono. Non va confuso con il tasso di rottura di stock, che misura ciò che vede il gestionale (giacenza teorica zero). Un prodotto in magazzino, o con una giacenza teorica sbagliata, è in rottura a scaffale senza essere in rottura di stock. Lo scarto tra i due è proprio ciò che gli strumenti gestionali non vedono.
La formula
Tasso di rottura a scaffale = (numero di referenze assenti dallo scaffale ÷ numero di referenze dell’assortimento che dovrebbero essere presenti) × 100.
Esempio: un reparto di 600 referenze di cui 39 assenti al momento della rilevazione ha un tasso di rottura di 39 ÷ 600 × 100 = 6,5 %.
Due precisazioni:
- si contano le referenze (un prodotto, un formato), non i pezzi: un facing con un solo pezzo rimasto non è in rottura, un facing vuoto lo è;
- si escludono le referenze volontariamente ritirate (fine serie, stagionale fuori stagione), altrimenti il tasso è falsato.
Come rilevare
Il tasso si rileva a scaffale, a orario fisso, da una persona che percorre il reparto con la lista dell’assortimento. Tre regole perché la misura serva:
- Rilevare alle stesse ore ogni giorno, per esempio 11 e 17, per confrontare un giorno con l’altro.
- Rilevare per reparto, mai in globale: un tasso di negozio del 6 % può nascondere il 12 % nei freschi e il 2 % nella casa.
- Annotare la durata quando possibile: una referenza assente alle 11 e alle 17 è mancata tutto il giorno.
Una rilevazione manuale due volte al giorno dà una fotografia. Una rilevazione continua, con sensori, telecamere o segnalazioni dei clienti, dà un film: si vede a che ora compaiono i vuoti e quanto durano.
I valori di riferimento
| Situazione | Tasso di rottura a scaffale |
|---|---|
| Media mondiale misurata da Gruen, Corsten e Bharadwaj (2002) | 8,3 % |
| Grande distribuzione alimentare francese, barometro ECR France / IRI | dal 5 all’8 % a seconda dell’insegna |
| Reparto tenuto molto bene | meno del 3 % |
| Soglia oltre la quale i clienti cambiano negozio sui prodotti di tutti i giorni | oltre il 10 % |
I freschi, il pane e le promozioni sono strutturalmente sopra la media del negozio; i reparti a bassa rotazione sotto. Confrontare un reparto con il proprio valore della settimana precedente è più utile che confrontarlo con la media.
Leggere il tasso per ora
Il tasso medio della giornata nasconde l’essenziale. Un reparto rilevato alle 9 al 2 % e alle 18 all’11 % non ha un problema di ordine: ha un problema di rifornimento durante la giornata. Un reparto al 7 % già all’apertura ha un problema di ordine o di giacenza teorica. È questa lettura per ora che dice su quale leva agire, come spiegato in come ridurre le rotture di scaffale.
Cosa cambia la segnalazione dei clienti
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Fonti
- Gruen, Corsten, Bharadwaj, « Retail Out-of-Stocks: A Worldwide Examination of Extent, Causes and Consumer Responses », GMA, 2002: studio completo (PDF).
- Barometro delle rotture ECR France / IRI: LSA, tasso di rottura.
- Definizione del tasso di rottura a scaffale: Définitions Marketing.