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Blog · 23 settembre 2026

Cruscotto rotture: quali indicatori seguire ogni settimana?

In breveUn cruscotto rotture sta in cinque indicatori settimanali: il tasso di rottura a scaffale per reparto (contato a scaffale, non nel sistema), la durata media di una rottura, i dieci prodotti più spesso mancanti, le vendite perse stimate e la quota di rotture per cui la giacenza teorica era positiva (giacenze fantasma). Ciascuno punta a una leva diversa: reparto in difficoltà, velocità di rifornimento, facing da rivedere, priorità economica, affidabilità della giacenza.

Perché cinque indicatori e non uno

Un tasso di rottura globale non dice cosa fare. Nasconde il reparto che va male, non distingue una rottura di un’ora da una di un giorno e non dice se la causa è a monte o in negozio. Cinque indicatori, contati ogni settimana, bastano per decidere.

1. Il tasso di rottura a scaffale per reparto

Calcolo: referenze assenti ÷ referenze attese × 100, contate a scaffale a un’ora fissa, due volte al giorno, poi mediate sulla settimana per reparto. Il metodo è in tasso di rottura a scaffale: come calcolarlo.

Lettura: confrontare ogni reparto con la propria settimana precedente. Un reparto che passa dal 5 % all’8 % ha un problema nuovo (consegna, assenza, promozione); un reparto al 9 % da un mese ha un problema strutturale (facing, rifornimento). Riferimento: il barometro OSA di GS1 Italy misura in media il 3,4 % di rotture a scaffale nella GDO italiana, con vendite perse fino al 5 %; sotto il 3 %, un reparto è molto ben tenuto.

2. La durata media di una rottura

Calcolo: tempo tra la constatazione del vuoto e il suo riempimento, mediato sulla settimana. Senza rilevazione continua, approssimare con i due conteggi giornalieri (assente alle 11 e alle 17 = almeno sei ore).

Lettura: la durata misura la velocità di reazione, non l’ordine. Una durata media sopra le tre ore indica un rifornimento concentrato al mattino; l’organizzazione dei giri è descritta in organizzare il rifornimento per evitare i vuoti a scaffale. È l’indicatore che si muove più in fretta quando si agisce.

3. I dieci prodotti più spesso mancanti

Calcolo: numero di osservazioni di rottura per referenza sulla settimana, in ordine.

Lettura: queste dieci referenze concentrano una quota sproporzionata delle vendite perse. Un prodotto nella top 10 per tre settimane di fila ha una causa strutturale: facing troppo corto, punto di riordino troppo basso o giacenza fantasma. La lista alimenta direttamente la revisione dei facing (facing e capacità di scaffale secondo la rotazione) e l’inventario rotativo.

4. Le vendite perse stimate

Calcolo: per ogni rottura, vendite orarie × durata × 55 % (quota realmente persa secondo le reazioni dei clienti misurate da Gruen, Corsten e Bharadwaj), poi sommate sulla settimana. Il metodo è spiegato in misurare le vendite perse per le rotture.

Lettura: è l’indicatore che parla alla contabilità e decide le priorità: una rottura sul latte costa più di una su un prodotto a bassa rotazione, anche se entrambe contano uno nel tasso di rottura.

5. La quota di rotture con giacenza teorica positiva

Calcolo: rotture osservate mentre la giacenza teorica della referenza era sopra zero ÷ rotture osservate.

Lettura: è la quota di rotture che il gestionale non vede, quindi che l’ordine automatico non correggerà. Misura l’affidabilità della giacenza teorica e il peso della riserva. Sopra il 30 %, inventario rotativo e organizzazione della riserva sono le prime leve (inventario rotativo: venti minuti al giorno).

Il cruscotto in una pagina

Indicatore Questa settimana Settimana precedente Leva se peggiora
Tasso di rottura per reparto per reparto per reparto reparto da trattare
Durata media di una rottura ore ore giri di rifornimento
Top 10 prodotti mancanti lista lista facing, punto di riordino
Vendite perse stimate euro euro priorità
Quota di rotture con giacenza teorica positiva % % inventario rotativo, riserva

Cinque righe, una pagina, quindici minuti di lettura al briefing del lunedì. Il resto del tempo va nelle leve, non nelle cifre.

Cosa cambia la segnalazione dei clienti

I cinque indicatori hanno bisogno di una cosa: sapere quale referenza mancava, quando e per quanto tempo. Le segnalazioni dei clienti con AllertaScaffale forniscono quei dati in continuo, senza giro di conteggio, e il cruscotto li calcola per ogni negozio, reparto per reparto. Prova di 14 giorni, senza carta di pagamento: vedi il piano per i direttori.

Fonti

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