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Blog · 22 settembre 2026

Quali prodotti mancano più spesso in negozio?

In breve

Quali prodotti sono più spesso in rottura nei negozi?

In Italia l'osservatorio GS1 Italy sulla disponibilità a scaffale misura un tasso di rottura medio del 3,4%, e rileva che il 39% dei clienti davanti a un prodotto mancante cambia marca mentre il 32% cambia negozio. Le medie però nascondono scarti enormi: in una rilevazione francese ECR sul 2013-2014, la tinta per capelli arrivava al 15,6%, il make-up al 14,2%, lo champagne al 13,6% e il latte per neonati al 10,3%, mentre burro, pancarré e uova restavano sotto il 2,5%. Le categorie più colpite sono spesso quelle che vendono a ondate, o che per chi le compra non hanno equivalente.

Cosa dicono le rilevazioni

L’osservatorio di GS1 Italy sulla disponibilità a scaffale misura un tasso di rottura medio del 3,4% e rileva che, davanti a un prodotto mancante, il 39% dei clienti cambia marca e il 32% cambia negozio. In altre parole i prodotti mancanti non sono un’eccezione: fanno parte di una spesa ordinaria.

Una rilevazione francese più dettagliata, da settembre 2013 a settembre 2014, ha classificato le categorie attorno a una media del 5,7%:

Categoria Tasso di rottura
Tinta per capelli 15,6%
Make-up 14,2%
Champagne 13,6%
Penne 12,3%
Cura del viso 12%
Lampadine 11,9%
Latte per neonati 10,3%
Compresse effervescenti 10%
Frutti di mare surgelati 9,8%
Gelati 9,5%
Burro 2,4%
Pancarré 2,3%
Uova 2,2%

Perché proprio queste categorie

Tornano tre meccanismi:

Prodotti dalle vendite irregolari. Una tonalità precisa di tinta si vende qualche volta a settimana. Il sistema di riordino del negozio ragiona su una media, tiene uno o due pezzi, e basta un cliente che ne prende due per svuotare il posto.

Prodotti di festa e stagionali. Champagne, frutti di mare surgelati, gelati: concentrano le vendite in poche settimane. Le quantità si ordinano in anticipo, e passato il periodo non si recupera.

Prodotti con molte varianti. Make-up, tinte, lampadine: decine di referenze che occupano poco spazio ciascuna. Più varianti ci sono, più è difficile tenerle tutte.

Al contrario burro, uova e pancarré vendono ogni giorno in grandi quantità, arrivano spesso e sono sorvegliati da vicino dai negozi, perché la loro assenza si nota subito.

Il paradosso: sono spesso i prodotti senza sostituto

È questo che rende queste rotture particolarmente fastidiose. Su molti prodotti prendi semplicemente la marca accanto. Su una tonalità precisa di tinta, un latte per neonati, un prodotto senza glutine o senza lattosio, non c’è equivalente: resta solo andare altrove.

Lo studio mondiale di Gruen, Corsten e Bharadwaj, condotto su 71 000 clienti davanti a rotture reali, misura che il 31% va a comprare il prodotto in un altro negozio e il 9% rinuncia.

Cosa puoi fare per questi prodotti

  1. Chiedi che te ne mettano uno da parte. Sui prodotti che vendono di rado è la soluzione più efficace, e i negozi la concedono spesso.
  2. Di’ che non hai alternative. Un responsabile che sa che una parte dei clienti non può ripiegare alzerà il suo ordine abituale.
  3. Segnala, anche se poi lo trovi altrove. Questi prodotti vendono poco: gli strumenti del negozio basati sulle vendite non vedono la loro assenza. La tua segnalazione è a volte l’unica traccia.

Come segnalare in due secondi

Con AllertaScaffale non devi installare nulla. Apri allertascaffale.it/signaler nel browser del telefono, oppure scansiona il codice AllertaScaffale se il negozio ne espone uno.

  1. Scansiona il codice a barre di un prodotto vicino identico, o l’etichetta di scaffale.
  2. Se non si scansiona nulla, scatta una foto: il prodotto viene identificato automaticamente.
  3. Conferma. Il direttore del negozio, se abbonato, riceve la tua segnalazione in tempo reale.

E se il negozio non è ancora su AllertaScaffale?

Dillo al direttore, o mandagli la pagina per i direttori di negozio: la prova è gratuita per 14 giorni, senza carta di pagamento.

Fonti

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